DUE CAPOLAVORI DI PRAENESTE ALLA MOSTRA “LA GRECIA A ROMA” AI MUSEI CAPITOLINI

DUE CAPOLAVORI DI PRAENESTE ALLA MOSTRA “LA GRECIA A ROMA” AI MUSEI CAPITOLINI

3 Aprile 2026 0 Di angelo

Ultimi giorni per visitare la mostra “La Grecia a Roma” allestita ai Musei Capitolini-Villa Caffarelli. La mostra, che rimarrà aperta fino al 12 aprile p.v., espone 150 capolavori originali greci per illustrare l’influenza greca sull’arte e la società romana nel periodo che va dalla fondazione di Roma fino all’età imperiale, grazie a commerci e conquiste militari.

Alcuni degli eccezionali reperti sono esposti per la prima volta a Roma, altri, oggi esposti nei più importanti musei del mondo, sono ritornati dopo secoli di dispersioni. I capolavori sono esposti secondo tre grandi gruppi: le prime importazioni, il periodo delle conquiste e l’età del collezionismo. Tra essi si possono ammirare la stele dell’abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi, provenienti in origine dagli Horti Sallustiani, ma oggi al Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. Altre opere provengono dai Musei di New York, Londra, Boston, e per quanto riguarda quelli italiani dai musei Vaticani, da Roma, Firenze e Napoli.

Tra gli altri sono esposti anche due pezzi provenienti dal Museo nazionale Archeologico di Palestrina: una base triangolare di candelabro, in marmo pentelico, e una statuetta di Musa seduta, in marmo pario, entrambe già nella Collezione Barberini.

La base di candelabro è di forma triangolare, rastremata verso l’alto e poggia su zampe di leogrifi. Sui tre lati sono raffigurati rispettivamente Dioniso, caratterizzato da una lunga barba a punta e dalla capigliatura cinta da una benda, un satiro raffigurato mentre sale una scala portando un grosso vaso, e una menade che tiene il tirso nella mano sinistra e soleva con la destra un’oinochoe; tutti sono raffigurati di lato. Secondo la scheda redatta da Nadia Agnoli, il candelabro è tra gli esempi più antichi di questa produzione, probabilmente non prima della metà del II sec. a.C.

La statua di Musa è acefala, mancano entrambi i piedi. La figura siede su una roccia con il busto rivolto all’indietro verso la sua sinistra, veste un chitone altocinto che scivola dalla spalla destra lasciandola scoperta; un ampio mantello, infine, avvolge la parte inferiore della figura ammassandosi sul grembo e ricadendo sul lato sinistro.