LA CASA DELLE ANTICHE SCATOLE DI LATTA A GERANO
Si può raccontare la storia d’Italia, dal Risorgimento al dopoguerra, attraverso le immagini delle aziende dolciarie? Si! E lo abbiamo scoperto ieri a Gerano, dove abbiamo passato un ferragosto diverso dal solito, né al mare né in montagna, e nemmeno in una città d’arte!
Gerano è un piccolo paese della provincia di Roma, di circa mille abitanti, situato nella valle del Giovenzano, e famoso per l’infiorata più antica d’Italia che si fa la prima domenica dopo il 25 aprile in onore della Madonna del Cuore. Ma a Gerano c’è anche un museo unico in Italia: La casa delle antiche scatole di latta. Il museo è stato creato ed è diretto da Marina Durand de la Penne che, in 40 anni di ricerche in mercatini, presso rigattieri, ed anche aiutata da amici e visitatori, è riuscita a raccogliere migliaia di scatole di ogni formato, scatole che hanno tutte una storia, che hanno contenuto prevalentemente generi alimentari, biscotti, caramelle, cioccolate, ma anche medicine ed altri oggetti, come per esempio i giochi da tavolo.
Il Museo, inaugurato nel 2000, ripercorre un secolo di cambiamenti storici, di gusto e di stile attraverso le oltre mille scatole esposte. Guidati da Marina abbiamo fatto un tuffo nel passato, con le scatole, di ogni formato – si passa da grossi lattoni alti 50 cm che venivano usati dai negozianti per la vendita dei prodotti sfusi, alle piccole biscottiere da viaggio, grandi come un pacchetto di sigarette -, da quelle prodotte alla fine dell’800 – sulle quali veniva riprodotta l’immagine della fabbrica con i camini fumanti e le medaglie vinte nelle grandi esposizioni nazionali ed internazionali – a quelle più moderne.
Su alcune appaiono gli stemmi della casa reale, ma anche i ritratti di personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia, Garibaldi, Cavour ecc. ma anche regnanti e papi. Sulle scatole sono anche riprodotti avvenimenti mondani come il carosello storico di Torino del 1929 o le nozze tra Umberto di savoia a Maria José nel 1930; sono esposte anche le rare scatole realizzate in occasione degli anni santi del 1900-1925 e 1950, dove sono riprodotte le immagini delle quattro basiliche e dei monumenti più famosi di Roma.
Negli anni trenta compaiono sulle scatole i simboli del fascismo, fasci littori, scene riguardanti la campagna d’Africa, altre sono state realizzate da veri artisti, grandi illustratori di manifesti pubblicitari del tempo, come Dudovich, Boccasile e Mauzan, per citare i più famosi.
Una sezione del museo è dedicata alle scatole “favolose”, come le chiama Marina, cioè quelle delle aziende dolciarie che dalla metà degli anni ’50 parlano di favole, cioè sono realizzate appositamente per i bambini, la gran parte riproducenti sui coperchi immagini di Pinocchio, oppure Cenerentola o ancora Cappuccetto rosso.
Per chi volesse saperne di più, Marina ha realizzato anche alcuni libri, come Il cioccolato nella grande Guerra. Da peccato di gola a genere di conforto (2015), Storia golosa (2011), cioè la storia d’Italia raccontata attraverso le immagini delle aziende dolciarie, e “Scatole favolose… C’era una volta… le favole sulle scatole di latta” (2018).
Insomma un museo, dove non troviamo opere d’arte, quadri sculture… ma scatole, anch’esse, nel loro genere, vere e proprie opere d’arte.
Il museo è visitabile su appuntamento, telefonando al n. 348.7960033.




Molto interessante la storia sulle scatole di latta