LA VILLA SONNINA DI GENAZZANO
Col volumetto “La Villa Sonnina di Genazzano. Azienda agricola del Seminario Diocesano di Palestrina e luogo di villeggiatura per i seminaristi“, la collana “Documenti prenestini” è giunta al decimo numero. Il presente numero è opera dello scrivente e di Cinzia Di Fazio, direttore dell’Archivio storico della Diocesi di Palestrina. L’idea del libro è nata dopo il ritrovamento da parte di Vittorio Perin, all’interno di un archivio privato poi disperso, di un dattiloscritto di ricordi e memorie del canonico don Giuseppe Puliti che fu rettore e amministratore del Seminario prenestino.
Le memorie del rettore aprono uno spiraglio su un particolare aspetto della vita prenestina; il suo Seminario diocesano e le vacanze estive che i seminaristi trascorrevano presso la villa Sonnina di Genazzano, Di Fazio e Pinci ripropongono, in cinque capitoli, la storia della villa, l’atto di acquisto nel 1858 da parte del cardinale Amat, i verbali della Congregazione del Seminario relativi alla Sonnina e alla vita del senminario dal 1914 al 1948, gli appunti di Puliti sulla villaggiatura e sugli affitti alla Sonnina tra il 1878 e il 1920, “Ricordi ultracinquantenari della villeggiatura del Seminario”, una poesia scritta nel 1944 da monsignor Giuseppe Angelucci e un’appendice fotografica di sacerdoti e. seminaristi.
La ricerca, che si è svolta non solo nell’archivio prenestino ma anche in quello dell’abbazia di Subiaco, propone alcuni documenti inediti come la prima descrizione dell’oratorio privato alla Sonnina, visitato nel 1703 da Giuseppe Crispino, e quella del 1754 fatta dal vescovo Giuseppe Spinelli. Nell’archivio di Subiaco sono conservate altre testimonianze indirette riguardanti la villa che fu costruita da Filippo Colonna, principe di Sonnino in onore della sua sposa Clelia Cesarini alla quale si unì in matrimono nel 1671. I Colonna di Stigliano ereditarono la villa Sonnina e ne furono proprietari fino al 1834 quando fu venduta a Enrico Vannutelli e Girolamo Brusa che, a loro volta la vendettero nel 1858 al cardinale Amat. Nel libro è riprodotta la prima pagina dell’atto di vendita e la carta allegata.
Del canonico Puliti (1887-1965) è stata ricostruita tutta la carriera ecclesiatica e sono riprodotti anche il ritratto e la firma, così come è stata tracciata anche una breve biografia di monsignor >Giuseppe angelucci, nativo di Genazzano (1868) che, nel 1910, fu nominato vescovo di Città della Pieve; egli, ormai anziano, nel 1944 scrisse una poesia dedicandola alla Sonnina che gli ricvhiamava alla mente ricordi vivi e cari.
