MEMORIA AL PALESTRINA, UN DISEGNO DEL 1880 DI ANDREA BUSIRI-VICI
Ci siamo recentemente imbattuti in un libro dal titolo “I santi arcangeli del paradiso al cospetto dell’Altissimo custodi degli uomini”, con sottotitolo “Lingua degli angeli nella musica ecclesiastica gregoriana ecc.”, studi e disegni autografici del Professore Accademico Andrea Busiri-Vici architetto della rev.da fabbrica di S. Pietro in Vaticano.
Nel libro, pubblicato nel 1906, Busiri-Vici si è occupato degli angeli non solo raffigurati da diversi artisti ma anche da lui stesso in alcune opere, e lo pubblica – come scrive lui stesso nel Proemio – “per onorare la SS. Vergine Immacolata in occasione del suo glorioso cinquantesimo”. Nel capitolo dedicato alla musica sacra, Busiri-Vici non poteva non citare il Palestrina e così scrive in merito: “Dopo che il Palestrina, d’ordine della Congregazione del Concilio, riportò pel primo nelle Sacre composizioni musicali il vero stile ecclesiastico, il quale non solo riscosse applausi nella pontificia cappella, ove tuttora si osserva la esemplare esecuzione, ma fu eziandio da altri maestri nelle Chiese di Roma adottato. Affinché poi, come di tutte le cose addiviene, non avesse col tempo a risentir nuovo danno la musica ecclesiastica, nel pontificato successivo di Pio V, avendo il Palestrina nel 1570 fondato in Roma una scuola insieme con Giovanni Maria Nanini. Affine d’istruire bene i giovani begli elementi di armonia e della composizione, e divenuti i filarmonici di quel tempo ammiratori e seguaci dello stile del Palestrina, dall’unione di tutti i compositori e cantori di Roma si formò una congregazione sotto il titolo di S. Cecilia. Per cui nella mia pubblicazione del 1894 col titolo – La Musica dei colori-reminiscenze pittoriche nel III Centenario del Principe della Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina – in omaggio agli illustri Professori ed Artisti di Musica e Pittura: vi ho inserito un mio disegno composto per quell’argomento, rappresentando S. Cecilia che al suono dell’organo, unisce il suo canto per lodare Iddio ecc.
Nel libro ci sono allegate otto grandi tavole in fototipia (cm. 25×34), quattro delle quali raffiguranti angeli in diverse opere d’arte (sculture e affreschi) di diversi chiese e monumenti italiani; altre quattro riproducono disegni dello stesso architetto. Tra i suoi disegni ce n’è uno la cui didascalia è “Memoria al Palestrina”; si tratta di una decorazione plastica realizzata da Busiri-Vici nel 1857 per conto dell’Accademia Filarmonica Romana che gliela aveva commissionata per il salone dei concerti di Palazzo Pamphily. La sala fu inaugurata il 10 marzo 1858, e solo in seguito, nel maggio 1880, fu dedicata a Giovanni Pierluigi da Palestrina in previsione della ricorrenza del terzo centenario del principe della musica. Nelle grandi feste che si tennero in quell’occasione fu inaugurata una memoria artistica scultoria con i disegni e la direzione di Busiri-Vici facente parte della stessa società e che, in quell’occasione, pubblicava un suo lavoro col titolo “La Musica dei colori con la pittura figlie dell’Armonia, illustrando la casa natale del musicista da lui visitata e la memoria del Palazzo Pamphily che prese il nome di Sala Palestrina. La composizione è realizzata in stucco e pittura, contiene un busto di Giovanni Pierluigi inserito in una cornice di stucco ovale retta da due angioletti e sormontata da un’aquila; sotto c’è un cartiglio, anch’esso di stucco, in cui è inserita l’iscrizione IOHANNES PETRALOYSIUS PRAENESTINIS MUSICAE PRINCEPS.

