GUADAGNOLO VISTO DA IGINO GIORDANI

12 Maggio 2012 Off Di

Nel 2004 è stato pubblicato a Tivoli un libro di Franco Sciarretta dedicato ad un illustre tiburtino: Il paesaggio tiburtino nelle opere di Igino Giordani. Giordani, nato a Tivoli nel 1894 e morto a Rocca di Papa nel 1980, è stato un personaggio molto importante nella storia tiburtina del secolo passato.

Nel 2004 è stato pubblicato a Tivoli un libro di Franco Sciarretta dedicato ad un illustre tiburtino: Il paesaggio tiburtino nelle opere di Igino Giordani. Giordani, nato a Tivoli nel 1894 e morto a Rocca di Papa nel 1980, è stato un personaggio molto importante nella storia tiburtina del secolo passato. Nella sua vita ha ricoperto diversi incarichi politici, ma è ricordato soprattutto perché autore di numerose opere letterarie e romanzi, i più noti dei quali sono La città murata (1936), Proietti fa la rivoluzione (1946), Il messaggio sociale del Cristianesimo (1960), La repubblica dei marmocchi (1963) e Memorie di un cristiano ingenuo (1981).
Nel romanzo Proietti fa la rivoluzione, i riferimenti a Guadagnolo sono numerosi. Un primo brano racconta la nascita del protagonista del romanzo, il Dottor Norberto Proietti – che secondo alcuni si deve identificare con lo stesso Giordani – in una stalla di Guadagnolo. In altre pagine è descritto il paese, “un bastione di scogliere, – si legge – scaraventate nel vuoto cristallino da un altipiano di boschi, erose dalle nevi e dalle acque. Tra i crepacci erano incavate le catapecchie dei contadini, dominate dal campanile che montava la guardia ad una chiesetta nuda”. Il paesaggio di Guadagnolo ritorna in un altro passo del romanzo, quando Giordani racconta la morte di un vecchio pastore, che nella notte di Natale sente il bisogno di recarsi in chiesa – lasciando sole le sue capre – ma non riesce ad arrivarci perché muore in una tormenta. E il ricordo di una notte di tempesta sul monte è anche al centro di un altro brano del libro. Proietti-Giordani, infine, mentre si reca in chiesa, è assalito dai ricordi del suo paese.
Al termine del brano “La tempesta” è riprodotta una fotografia concessa da Francesco Perini, depositario dell’archivio Salvati, un’importante famiglia che ha dato anche alcuni sindaci di Tivoli. La foto riproduce una parete della casa dei Salvati a Guadagnolo, in cui gli amici di famiglia che vi erano ospitati erano soliti scrivere i loro nomi in ricordo della visita fatta. Fra le firme anche quella di Emilio Segré, il famoso fisico che salì più volte a Guadagnolo negli anni 1923-24; sotto la firma infatti si leggono le date 15/4/1923, 27/7/1923 e 25/12/1924.