SALUTI DA NAPOLI E DA ENRICO 4-4-1905!
Il 6 agosto di 110 anni fa, moriva l’eroico bersagliere Enrico Toti. Nemmeno un mese dopo, il 3 settembre, il re Vittorio Emanuele III gli concedeva motu proprio la medaglia d’oro al valore con la seguente motivazione: «Enrico Toti, da Roma, volontario Bersagliere ciclisti: Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, dopo aver reso importanti servizi nei fatti d’arme dell’aprile a quota 70 (est di Selz), il 6 agosto nel combattimento che condusse all’occupazione di quota 85 (est di Monfalcone), lanciavasi arditamente sulla trincea nemica, continuando a combattere con ardore, quantunque già due volte ferito. Colpito a morte da un terzo proiettile, con esaltazione eroica, lanciava al nemico la gruccia e spirava baciando il piumetto, con stoicismo degno di quell’anima altamente italiana. Monfalcone, 6 agosto 1916 (Boll. Militare Uff. Disp. 84 del 1916)».
Sull’eroe, nella ricorrenza del centenario della morte (2016), pubblicammo un libro intitolato Enrico Toti iconografia di un eroe. Nel libro pubblicammo più di cinquanta cartoline che gli erano state dedicate, tantissime considerando che a qualsiasi soldato decorato con medaglia d’oro non erano state mai dedicate più di un paio di cartoline; inoltre presentammo tutta una variegata documentazione iconografica che va dai quadri alle fotografie, dai quaderni ai libri, dalle medaglie ai francobolli, alle curiosità.
Le cartoline ci avevano dato lo spunto per ripercorrere la vita del bersagliere, un personaggio passato alla storia come esempio di fulgido eroismo, ma la cui pur beve vita fu caratterizzata da vari episodi che n’esaltarono il temperamento, primo fra tutti “il Giro del mondo in bicicletta”, un giro che fece … con una gamba sola! Toti potrebbe essere considerato il primo paratleta della storia.
Tornando alle cartoline, proprio il 6 agosto scorso, 110° anniversario della sua morte, siamo venuti in possesso di una cartolina da lui scritta il 4 aprile 1905. Si tratta di una cartolina dove, su uno sfondo nero costellato da stelle e da uno spicchio di luna sorridente, campeggia la scritta Saluti da Napoli, dove, all’interno delle lettere sono raffigurati in piccolo tutti i monumenti rappresentativi della città partenopea. Il retro delle cartoline, all’epoca, era riservato soltanto all’indirizzo del destinatario ed al francobollo, mentre per i saluti del mittente era riservato soltanto un piccolo spazio a fianco o sotto l’immagine del recto. E in quel piccolo spazio, Enrico scrisse la sua firma e la data 4 aprile 1905. Enrico la spedì alla sorella “preg.ma signorina Lina Toti – Via Conte Verde n. 1 – Roma”.
Molto probabilmente Enrico si trovava a Napoli perché nel 1899 si era imbarcato sulla nave “Emanuele Filiberto” con la qualifica di torpediniere elettricista, poi aveva lavorato sulle navi “Agostino Barbarigo” e “Coatit”; con quest’ultima aveva partecipato, nel 1904, alla campagna d’Africa contro i pirati che infestavano il Mar Rosso e assalivano e depredavano le imbarcazioni. L’Italia che aveva ambizioni espansionistiche e aspirava al controllo di quelle zone, mandò alcune navi in servizio di polizia. Per aver partecipato a quella campagna, Toti ricevette una medaglia commemorativa. Molto probabilmente, quindi, la cartolina fu spedita proprio di ritorno da quella spedizione.



