PADRE AGAPITO DA PALESTRINA, UN TEOLOGO DEL SETTECENTO

PADRE AGAPITO DA PALESTRINA, UN TEOLOGO DEL SETTECENTO

13 Febbraio 2020 0 Di angelo

Padre Agapito da Palestrina nacque nella nostra città il 13 febbraio 1748. A diciassette anni, il 12 gennaio 1765, entrò a far parte della provincia romana dei frati minori osservanti nel convento di Fonte Colombo (Rieti). I suoi studi si rivolsero soprattutto alla Bibbia ed alla teologia. La sua erudizione e la preparazione teologica gli fecero ottenere le cariche di segretario prima, definitore e custode della provincia poi. Nel 1783 fu nominato dal Pontefice censore dell’Accademia teologica della Sapienza e nel 1784 consultore delle Congregazioni dell’Indice e del S. Uffizio.

Nel 1799 iniziò una polemica con l’ex gesuita Bolgeni che aveva pubblicato un libro dal titolo Il possesso principio fondamentale per decidere i casi morali (Brescia 1796), in cui l’autore suggeriva che non si dovevano fare accuse per i peccati discutibili, né per le circostanze aggravanti; P. Agapito mosse “accuse di probabilismo – secondo Gianni Sofri – senza accedere, però, a posizioni rigoriste, anch’esse avversate in rispondenza a un’ispirazione sostanzialmente moderate”. Le sue idee in proposito furono riportate nel libro Esame critico-teologico di quanto ha scritto il ch.Abate D. Gianvincenzo Bolgeni sopra i peccati mortali dubbi, e sulle circostanze notabilmente aggravanti la malizia delle mortali colpe”, che pubblicò a Roma nel 1799. L’anno seguente, ancora contro Bolgeni, scrisse L’idea genuina della carità, o amor di Dio, opposta a’ pensamenti dei sigg. Abb. Gianvincenzo Bolgeni e Lorenzo Heras”. Con questo libro rifiutava la tesi di Bolgeni secondo cui l’amore di Dio potesse essere ispirato non dalla benevolenza, ma da concupiscenza, tesi nella quale vedeva il pericolo di una riduzione eudemonistica del cattolicesimo, cioè tesa al solo raggiungimento della felicità.

Altre sue opere furono:Lezioni divote, ordinate a conservare e promuovere il buon costume ne’ veri fedeli, specialmente ne’ tempi correnti(3 voll., Roma 1792),  cinquantotto lezioni dedicate al cardinal Braschi-Onesti nipote di PioVI, e  Notizie storiche intorno ai Luoghi di Terra Santa” (Roma 1793). A pubblicare questo libro lo spinse Giuseppe Alberola, procuratore generale di Terra Santa; questi, a cui P. Agapito dedicò poi il libro; Alberola gli aveva suggerito di raccogliere e pubblicare le più interessanti notizie relative ai santuari celebri della Palestina, da anni affidati ai Minori riformati, per ravvivarne la memoria ai fedeli in preparazione dell’Anno Santo del 1800. Del libro così scrisse Frate Alessandro da Roma lettore teologo dei Minori riformati: “Degno lo reputo che si pubblichi colla stampa: affinché colla lettura di esso si ecciti, e vieppiù si ravvivi negli animi de’ Fedeli la stima e divozione verso que’ santi luoghi”,  e frate Tommaso di Montefortino (odierna Artena), lettore di Sacra Telogia: “L’opuscolo può rendersi utilissimo ad ogni classe di persone, specialmente a quelli, che amando la divina religione, cui sono stati chiamati, bramano conoscere da vicino que’ Santi Luoghi, ne’ quali dall’Uomo-Dio è stata operata , e consumata la comune salute”.

Nel 1805 Padre Agapito pubblicò Lettere d’avviso ad un confessore novello contro l’opera avente per titolo: Istruzione pratica per i confessori novelli”. Anche in questo caso, si tratta di lettere volte a confutare il probabilismo di un altro ex gesuita F. M. Salvatori.

Nel 1810, dopo che il governo napoleonico soppresse le corporazioni religiose, P. Agapito abbandonò l’abito francescano per quello di semplice prete e si ritirò a Palestrina. Solo al ritorno di Pio VII rientrò nell’Ordine. Morì nella sua città natale il 17 giugno 1815.

Del teologo prenestino hanno scritto Sigismondo da Venezia in Biografia serafica degli uomini illustri che fiorirono nel francescano istituto per santità, dottrina e dignità fino a’ nostri giorni (Venezia 1846, pag. 852); Benedetto Spila da Subiaco in “Memorie storiche della Provincia Riformata Romana” (Roma 1850, pag. 507); Eduard d’Alençon nel Dictionnaire de Théologie Catholique (1909, vol. I, c. 558) e nel Dictionnaire d’Histoire et Géographie Ecclesiastique (1912, Vol. I, coll. 900-901); l’Enciclopedia Cattolica (vol. I, coll. 427-428); Arturo CarloJemolo in “Il giansenismo in Italia, prima della rivoluzione”(Bari 1928, pag. 224); e Gianni Sofri nel Dizionario Biografico degli Italiani(Roma 1960, vol. I). Tutti questi autori però non citano mai il cognome di padre Agapito; noi siamo riusciti a scoprirlo in un catalogo dei libri facenti parte della Biblioteca Fantoniana dei Carmelitani che, dopo l’avvento del regno d’Italia, insieme ai fondi di altre biblioteche religiose, passarono alla Biblioteca Comunale.

Angelo Pinci