RECENSITI ALCUNI LIBRI DI ANGELO PINCI SU LATIUM, LA RIVISTA DELL’ISALM

RECENSITI ALCUNI LIBRI DI ANGELO PINCI SU LATIUM, LA RIVISTA DELL’ISALM

11 Maggio 2019 0 Di angelo

Nel n° 35/2018 di LATIUM, la Rivista di Studi storici edita dall’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale di Anagni, il Direttore Gioacchino Giammaria ha recensito dieci libri di Angelo Pinci (pp. 348-350), pubblicati tra il 1994 e il 2018.

Recensioni e segnalazioni:

A. Pinci, Un Principe in Cartolina,Circolo culturale prenestino “R. Simeoni”, Palestrina 1994 (Studi e fonti per la storia della regione prenestina), pp. 91, ill.;

Id., L’antro delle sorti e il mosaico dei pesci di Palestrina, Palestrina 2011 (Conoscere Palestrina, 2), pp. 54, ill.;

Id., Palestrina.Le cartoline della ditta Scacco dal 1930 al 1945, Palestrina 2014, pp. 84, ill.;

Id., Palestrina. Le cartoline di Alino Costantini dal 1942 al 1968, Palestrina 2015, pp. 90, ill.;

Id, I Cristofari mosaicisti prenestini tra Seicento e Settecento, Palestrina 2016, pp. 12;

Id. Palestrina. Le cartoline di Lelio Scacco dal 1946 al 1982, Edizioni Articolo Nove, Palestrina 2017; pp. 124, ill.;

Id., Palestrina.La leggenda musicale di Hans Pfitzner nelle cartoline d’epoca, Palestrina 2017, pp. 48, ill.;

Id., Luoghi e personaggi di Palestrina nelle opere di Heinrich e 348 Thomas Mann, Palestrina 2017, pp. 57, ill.;

Id., Mosaici di Palestrina nelle stampe, Palestrina 2017, pp. 231, ill.;

Id, Luoghi e personaggi di Palestrina nelle cartoline d’epoca (1899-1948), Palestrina 2018, pp. 290, ill.

Che Angelo Pinci sia un collezionista ed uno dei principali esperti di cartoline non c’è bisogno di dirlo, lo dimostrano i fatti che si concretizzano poi in questi otto volumi e volumetti dedicati alle cartoline; essi hanno come soggetto principale la sua città, Palestrina,e poi, come soggetti particolari, alcuni aspetti documentati dalle cartoline. La cartolina è un mezzo di comunicazione nato con lo sviluppo dei servizi postali di massa e delle tecnologie di stampa, sotto la spinta di eventi bellici ma che ebbero da subito un enorme successo. Forma semplice, efficace ed anche piacevole di comunicazione è servita a promuovere la conoscenza di tante cose, in principal modo le città ed i luoghi di qualche interesse per l’uomo. Da qui i numerosi soggetti che si hanno e che sono talmente tanti che è del tutto inutile tentare una elencazione o numerazione. Fra i soggetti più frequenti ci sono le cartoline illustranti un luogo, anzi si può dire che tale aspetto è quello che maggiormente si diffonde dai primi tempi. Palestrina non è un posto qualsiasi, è una città-tempio praticamente sopravvissuta alla catastrofe che l’antichità subì col passaggio ad un mondo totalmente diverso, forgiato in Europa da Cristianesimo e Germanicità sviluppatisi sopra il sostrato Romano-Latino e che divenne un collante comune. La città-tempio di Palestrina,col suo gigantesco grande edificio sacro dedicato alla dea Fortuna, è stato rivisto in forza dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ma già da prima nella cittadina prenestina aveva avuto successo la cartolina poiché Palestrina era meta turistica, era cittadina frequentata da stranieri e da colti letterati ed artisti. Le pubblicazioni di Pinci mettono bene in rilievo questi aspetti: la mo- numentalità della città e la frequenza di un ceto di cultori, letterati, artisti che frequentano il borgo per la sua eminenza. L’ultimo volume pubblicato è un’antologia delle “bellezze” prenestine poiché, dopo un’introduzione all’argomento delle sue ricerche, affronta Palestrinada molti punti di vista: dal Congresso internazionale degli orientalisti celebrato nel 1899 si arriva ad una cartolina che pubblica una “cista” trovata e scavata a Palestrina ma conservata in un museo di Chicago, passando per un centinaio di altri temi tutti “palestrinesi” ponendo in rilievo soprattutto le matrici tipografiche, il mondo dell’editoria che ruota attorno alla cartolina.

Un volume a parte è quello dedicato all’Antro delle Sorti col mosaico dei pesci. Si tratta dell’ennesimo monumento presente in quel- 349 la città monumentale che è Palestrina, luogo di culto principale del tempio della Fortuna. Il luogo prende il nome da una testimonianza ciceroniana e, riscoperto nel fecondo Ottocento prenestino, è diventato luogo di querellefra gli studiosi del passato. Pinci elabora una ricca rassegna sul luogo e soprattutto sul contesto cultural-religioso, soffermandosi sul mosaico parietale dei pesci ivi ritrovato (che rinvia subito col pensiero all’altro più noto del Nilo ma anche al vasto e ricchissimo campo dell’arte antica). C’è anche una storia degli scavi e degli studi che è sempre utile conoscere poiché dà al lettore il senso delle progressive spiegazioni. Il tema dei mosaici è ripreso nel volume Mosaici di Praeneste nelle stampe,ricca ed illustratissima pubblicazione, che riassume (e allarga per tanti lettori) le conoscenze sull’arte musiva antica. Il volume contiene una vasta rassegna sulle produzioni musive afferenti la città del tempio della dea Fortuna che vanno dai resti ancora esistenti, ai frammenti ed alle riproduzioni presenti in manoscritti del passato, in pubblicazioni odierne, nelle riproduzioni di artisti e di autori del passato e del presente. Come è stile dell’autore,si tratta di una ricca galleria di schede, disposte in ordine cronologico, che generano la panoramica, completa e suggestiva, della decorazione musiva di Palestrinai cui prodotti sono presenti in più musei dell’orbe terraqueo.