UN ARTICOLO DI EMMA ROSSI E FRANCESCA CAZAC, DUE ALUNNE DELLA 3a B DELL’I.C. GIOVANNI PIERLUIGI
INCONTRO CON ANGELO PINCI
Il 17 marzo 2026, abbiamo avuto l’onore di incontrare Angelo Pinci, un giornalista che si è dedicato alla conoscenza della storia di Palestrina attraverso cartoline antiche.
Ci ha colpito molto il modo in cui è iniziata la sua ricerca su Enrico Toti: un giorno qualunque trovò, per puro caso, una cartolina in cui si diceva che la madre di Toti, Semira Calabresi, era di Palestrina; quindi lui, essendo di questo paese, si interessò subito alla sua storia. Toti fu un patriota italiano che combatté nelle file dei bersaglieri durante la Prima guerra mondiale.
La caratteristica distintiva di Enrico era avere una sola gamba, ma non si arrese mai, facendo di tutto per rimanere attivo, come fare il giro dell’Europa in bicicletta o partecipare a competizioni di nuoto.
Enrico percorse 18.000 km con una bicicletta progettata appositamente per essere guidata senza una gamba e, per testimoniare il suo percorso, scrisse un diario in cui, ad ogni tappa, faceva timbrare le pagine e a volte annotava dei pensieri. Questo diario mostra il suo coraggio, la sua tenacia e le difficoltà incontrate durante il viaggio.
Molti giornali parlarono della sua impresa, anche giornali dei paesi nordici, ma quando arrivò in Austria gli fecero togliere la bandiera della sua amata Italia che portava al braccio; infastidito, decise quindi di tornare in Italia.
Poco dopo scoppiò la Prima guerra mondiale e Toti chiese al Duca d’Aosta di arruolarsi per andare a combattere. Il Duca inizialmente dubitò, ma poi accettò la sua proposta vedendo la sua grande insistenza. Partecipò alle battaglie sul fronte dell’Isonzo e, nel 1916, sul fronte di Monfalcone durante la sesta battaglia dell’Isonzo, avvenne la sua ultima battaglia.
Vari racconti narrano che Toti, durante il suo ultimo scontro con gli austriaci, lanciò la sua stampella contro i nemici come simbolo di eroismo e tenacia, esclamando la sua iconica frase: «Nun moro io».
Abbiamo visto anche i campi di addestramento militare, principalmente quelli di Palestrina, che ospitarono migliaia di soldati. In quegli anni i soldati, oltre ad addestrarsi per la guerra, realizzarono molte opere pubbliche, soprattutto grazie al 1° Genio. Possiamo ancora percorrere la scala che conduce a Porta del Sole e osservare il muro sotto il piazzale di Porta San Martino, dove noi alunni e alunne dell’I.C. Pierluigi passiamo di frequente.
Noi personalmente non avevamo mai fatto caso a queste opere, forse anche perché non eravamo a conoscenza della loro esistenza.
Ci ha interessato molto anche il collezionismo di cartoline di Angelo: egli, con passione e pazienza, è riuscito a ricostruire storie e avvenimenti grazie alle cartoline, una cosa davvero da ammirare, soprattutto perché per noi giovani di oggi collezionare oggetti non è più così comune, essendo abituati ad avere tutto nei nostri dispositivi. Tuttavia, alcuni, come anche noi, autrici di questo articolo, ancora collezionano oggetti come vinili, CD, statuine e altri oggetti. È stato particolarmente interessante riflettere sul collezionismo, oltre che sulla storia.
Ringraziamo Angelo Pinci per la lezione di storia innovativa e interessante e soprattutto per la sua disponibilità. Ringraziamo anche la professoressa Maria Antonietta Pochesci per questa lezione che ci ha lasciato molto.
Emma Rossi, Francesca Cazac 3°B

