UN RARO DOCUMENTO DI CONONE DI PRENESTE, LEGATO PONTIFICIO

UN RARO DOCUMENTO DI CONONE DI PRENESTE, LEGATO PONTIFICIO

30 Giugno 2023 0 Di angelo

Oggi parliamo di un personaggio di cui, il 9 agosto prossimo, ricorrerà il 901° anniversario della morte: Conone di Preneste.

Figlio di Egino II di Dettingen, della stirpe dei conti di Urach, Conone probabilmente nacque nella città tedesca intorno al 1050. Nel 1080 divenne cappellano di Guglielmo il Conquistatore in Inghilterra.

Verso il 1090 entrò in un eremo nella Piccardia, che nel 1097 fu trasformato nell’Abbazia di Arrouaise. Qui fondò l’Ordine dei canonici regolari di Arrouaise per il quale, dopo l’approvazione del vescovo locale Lamberto, ottenne anche quella di papa Pasquale II.

Nel 1108 venne creato proprio da Pasquale II cardinale-vescovo di Palestrina; la consacrazione, però, ebbe luogo solo nel 1117, per i suoi incarichi di legato pontificio. Dall’autunno del 1110 fu, infatti, legato a Gerusalemme ove nel 1111 tenne un concilio. Dal 1114 al 1121 fu legato pontificio in Francia ed in Germania. In questa veste seguì la controversia per le investiture fra il papato e l’imperatore Enrico V. Condusse i sinodi di Beauvaus (1114), quello di Fritzlar, che nel1118 confermò l’anatema contro Enrico V, quello di Gandersheim (1118), che dichiarò l’invalidità della nomina del vescovo di Hildesheim (Bruning), il Concilio di Soissons del 1115, nel quale fu condannata l’opera di Pietro Abelardo, quello di Reims del medesimo anno e quello di Chalons-sur-Marne (1116) e diede ulteriore impulso all’attuazione della Riforma Gregoriana.

Nel1119 partecipò in Cluny al conclave che elesse papa Callisto II. Condusse ancora numerose trattative diplomatiche in tutta Europa finché, rientrato nella sede di Palestrina, vi morì il 9 agosto 1122.

Diversi sono gli studi e gli articoli dedicati alla figura di questo cardinale, ed oggi parliamo di un raro documento da lui firmato che ci è giunto in originale. Il documento è stato presentato da Miriam Rita Tessera in un convegno internazionale di studi sui legati pontifici tenuto a Milano nell’ormai lontano 2011.

Nell’autunno 1120, Conone, durante un concilio tenuto a Saint-Germain-des-Prés (Francia), istituì una festa solenne da celebrarsi la prima domenica di agosto di ogni anno a Parigi per ricordare l’arrivo della preziosa reliquia della Vera croce di Cristo, inviata da Gerusalemme alla cattedrale di Notre-Dame. Secondo le disposizioni del legato, pervenute in originale, eccezionali privilegi spirituali erano garantiti ai partecipanti che avrebbero ottenuta la completa remissione di peccati da parte del vescovo di Parigi.

L’esperienza che Conone maturò come legato papale in Oriente tra il 1110 e il 1111 è stata molto importante per la definizione del quadro istituzionale della Chiesa e del regno latino di Gerusalemme, che gli permise di rafforzare alcune concezioni ecclesiologiche che si risolsero a vantaggio del centralismo papale. Pasquale II inviò Conone in Oriente nell’estate 1110 per le sue esperienze maturate come cappellano alla corte di Guglielmo il conquistatore e come fondatore dell’abbazia di Arrouaise. La Chiesa di Gerusalemme, inizialmente, si era strutturata fondandosi sul clero che aveva accompagnato i primi crociati o le spedizioni successive e i sacerdoti che avevano ottenuto posizioni di preminenza nel capitolo del santo Sepolcro erano originari di Arras, Reims e Thérouanne, tutte città in rapporto con Arrouaise, e Acardo, uno dei discepoli di Conone nell’abbazia francese, fu nominato priore della chiesa in cui era stata trasformata la Cupola della Roccia sulla spianata del Tempio di Gerusalemme.

Questi legami personali, la conoscenza diretta delle persone coinvolte, probabilmente spinsero Pasquale II a scegliere Conone per la missione in Terrasanta. “L’intervento – scrive Tessera negli Atti del Congresso – permise al  cardinale di sperimentare l’applicazione pratica dei principi che il papato stava rielaborando sulla scia della riflessione ’gregoriana’, ma anche di verificare il funzionamento di strutture, come la legazione, messe a punto per aumentare l’efficienza della comunicazione tra  la sede di Roma e le Chiese periferiche”. Il ruolo di legato di Conone, infatti, si affiancò a quello del nuovo patriarca di Gerusalemme, Gibelino di Arles, per risolvere in loco i conflitti, senza le lunghe attese che il viaggio dall’Occidente imponeva.

In quella missione Conone intervenne sulla spinosa questione dei confini giurisdizionali delle sedi apostoliche di Antiochia e di Gerusalemme e, inoltre, saputo della cattura di Pasquale II, convocò un concilio in cui scomunicò Enrico V e, ripartendo per l’Occidente, ripeté la sanzione in altri cinque concili che tenne in Grecia, Ungheria, Sassonia, Lotaringia e Francia. L’azione di salvaguardare l’autorità del pontefice dette più autorità a Conone che ottenne una ricchissima donazione di reliquie di martiri romani, ma anche dal santo sepolcro e dalla mangiatoia di Betlemme, che inviò subito ad Arrouaise. Tra il 1114 e il 1115 il cardinale fu impegnato in una importante legazione in Francia e in Germania per rafforzare il fronte anti-imperiale; nel 1119 organizzò il concilio di Reims ed ottenne il rinnovo della legazione dove si occupò dei rapporti tra la Chiesa di Roma e il re Luigi  VI. In quell’ambito avvenne l’istituzione della festa della traslazione della Vera Croce a Parigi. La reliquia era stata ritrovata fortunosamente nei giorni seguenti alla conquista di Gerusalemme nel luglio 1099  da Arnolfo di Coques, ed era subito divenuta emblema spirituale; affidata alla custodia dei canonici del Santo Sepolcro, veniva portata in battaglia dal patriarca di Gerusalemme e poteva trasformarsi anche in uno strumento di pressione sulle scelte politiche della dinastia regnante. Portare la reliquia della croce a Parigi significava  dare un nesso tra la regalità di Cristo e la dignità reale dei Capetingi di Francia che nella cattedrale di Notre-Dame trovava uno dei suoi centri.

Concedere la remissione dei peccati per la traslazione, rientrava poi nell’equilibrio dei poteri tra le autorità e – conclude Tessera – “sembrano intrecciarsi i molteplici campi d’azione  – Oriente latino, Francia, impero, Roma – di questo abile legato, un diplomatico al servizio del centralismo papale ma anche un uomo di sincera devozione e rigoroso spirito di riforma. Il valore nascosto dell’esperienza in Oriente di Conone di Preneste risalta bene nella commossa rievocazione della sua morte, così come venne fissata dai canonici di Arrouaise dopo il 1180”.

Nella cattedrale di Palestrina sono due lapidi che ricordano la figura del vescovo. La prima ricorda che il 14 gennaio 1116 Conone dedicò l’altare e la cripta di S. Agapito, in cui riposano i corpi dei santi martiri Agapito, Gordiano ed  Abbondio; la seconda ricorda la dedicazione della chiesa superiore a S. Agapito, fatta dal papa Pasquale II  il 16 dicembre 1117. Nella navata centrale, inoltre, è possibile vedere un ritratto di Conone nella serie dei tondi dedicati ai vescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi prenestina.