2 FEBBRAIO 2026: 432° ANNIVERSARIO DEL TRANSITO PIERLUIGIANO
“Mercore A dì 2 [febbraio 1594]. Questa mattina il Sig. Giovanni Pierloisci eccellentissimo musico nostro compagno et mastro di Cappella in San Pietro passò di questa a miglior vita”. Con queste parole, scritte sul diario della Cappella pontificia, il contralto e puntatore Ippolito Gambocci annunciava la morte del “Principe della musica”.
L’annuncio della morte di Giovanni Pierluigi fu riportato anche negli Avvisi di Roma (5 febbraio). Era tale e così diffusa la fama del Maestro, che la luttuosa notizia si sparse in un momento per tutta la città, “cosa mirabile – scriveva Alberto Cametti (Palestrina 1925) – in quei tempi in cui non esisteva alcun mezzo rapido di comunicazione; e all’accompagno funebre, ch’ebbe luogo al tramonto dello stesso giorno, accorsero non solo tutti i musici di Roma, ma prese parte una gran moltitudine di popolo, desideroso di render omaggio ala grande artista scomparso”.
Al funerale seguirono il feretro ventiquattro cantori pontifici, quelli della Cappella Giulia, della Lateranense, della Liberiana e altri rinomati musicisti tra cui Luca Marenzio, Francesco Soriano, Felice Anerio e Ruggero Giovannelli. Il corpo di Pierluigi fu calato nella sepoltura comune della basilica, dove si inumavano tutti gli abitanti della parrocchia di San Pietro, in particolare nella “Cappella nuova”, dove riposavano già alcuni membri della sua famiglia.
Oggi, 2 febbraio 2026, ricorre quindi il 432° anniversario della morte e noi lo vogliamo celebrare con le parole con cui Cametti chiudeva il suo libro nel 1925: “Come il Palestrina è il più grande Musicista d’Italia e fu il più grande nel mondo finché non ebbe a dividere il primato col Bach e col Beethoven, così la sua musica è la sola che incarni in una forma unica il concetto della religione e quello dell’arte, quando non si voglia tornare al puro canto gregoriano”.
