CRETA A PRAENESTE. TESEO E ARIANNA NEL MOSAICO DEI PESCI  

CRETA A PRAENESTE. TESEO E ARIANNA NEL MOSAICO DEI PESCI  

30 Dicembre 2025 0 Di angelo

Una nuova interpretazione del “mosaico dei pesci” di Palestrina è stata data da Francesco Marcattili in un articolo pubblicato su Römische Mitteilungen (n. 130, 2024, 148-160) dal titolo “Creta a Praeneste. Teseo e Arianna nel mosaico dei Pesci”.

Nonostante le ampie lacune, secondo l’autore, il mosaico dei pesci costituisce uno dei mosaici ellenistici superstiti di più alta qualità. Il contributo descrive e identifica le figure umane presenti nella fascia inferiore del Mosaico dei Pesci di Preneste, vi sarebbe rappresentato il mito di Teseo e Arianna. Il mito racconta della principessa cretese, che si innamora dell’eroe ateniese Teseo e lo aiuta a sconfiggere il Minotauro nel Labirinto, donandogli un gomitolo di filo per ritrovare la via d’uscita; dopo aver ucciso il mostro, però, Teseo la abbandona sull’isola di Nasso, dove verrà poi trovata e sposata dal dioDioniso, mentre il padre di Teseo,Egeo, si uccide credendo il figlio morto.

Nell’articolo, l’autore esamina il tratto di costa raffigurato in basso a destra, che appare frastagliato e battuto dalle onde; spiagge sabbiose in insenature si alternano a tratti rocciosi. Vi è rappresentata un’area sacra dedicata a Poseidone, un piccolo santuario a cielo aperto, costituito da un altare con fiamma accesa sopra e da una bassa esedra semicircolare che delimita una colonna corinzia. Sull’esedra sono poggiati due vasi in bronzo ed uno più grande sulla sommità della colonna, al cui fusto sono fissati due scudi ovali, un drappo rosso, un tridente ed un remo.

Verso questo santuario si sta dirigendo la figura meglio conservata del mosaico, di cui si vede una parte del corpo, un uomo nudo che è appena uscito dall’acqua e porta sulle braccia un manto trasparente. Le ipotesi  fatte da Marucchi (1904) di identificare il personaggio in un pescatore o un marinaio che va ad onorare la divinità, oppure da Gullini (1956) che vi vede un bagnante che si avvolge in un lenzuolo trasparente, o ancora riconosciuto come Ulisse da Ferrari (1999) sono respinte da Marcattili. Egli fa un’ipotesi più suggestiva, e cioè che si tratti di Teseo e l’identità sarebbe confermata dal racconto dell’anello di Minosse. Egli è appena riemerso dal mare dopo aver visitato il palazzo del padre Poseidone negli abissi; Arianna, caratterizzata dal filo indispensabile all’impresa del Labirinto, osserva assorta Teseo da una rupe a strapiombo sul mare. Nel mosaico dei pesci, Arianna, che sta osservando da lontano l’amato Teseo appena riemerso dal mare, è seduta su uno scoglio al vertice di un promontorio che si protende sul mare; anch’essa, una giovane donna nuda, è raffigurata in parte, con lunghi capelli mossi dalla brezza marina, con un bracciale al polso sinistro. Sotto la sua immagine si conserva il piede di un altro personaggio purtroppo perduto – secondo l’autore potrebbe trattarsi della nutrice Corcina o di un Erote – e, non ancora raccolti in matassa, i fili ondulati indispensabili al felice esito dell’impresa. Anche la terza figura parzialmente conservata, un pescatore, è collegata dall’autore al mito cretese di Britomartis, ninfa “carissima ad Artemide”, che si gettò in mare da una rupe sul monte Dicte per sfuggire alle avances erotiche del re Minosse, e che fu salvata proprio grazie alle reti dei pescatori. Marcattili conclude il suo articolo facendo un’altra ipotesi, che cioè se le acque del mosaico sono quelle di Creta – un mare peraltro che i mercanti prenestini conoscevano e solcavano abitualmente – la grotta che ospitava il mosaico poteva essere “la riproduzione di una delle grotte cretesi che la memoria mitico-religiosa ellenica collegava alla nascita e ai primi vagiti di Zeus”.