SCOPERTE ARCHEOLOGICHE A PALESTRINA TRA LA FINE DELL’800 E I PRIMI ‘900 SULLA STAMPA QUOTIDIANA. SETTIMO NUMERO PER LA COLLANA DOCUMENTI PRENESTINI
Con il numero sette è stato aggiunto un altro tassello alla collana “Documenti prenestini”, una collana di documenti inerenti la storia di Palestrina del Novecento. La collana, curata da Vittorio Perin ed Angelo Pinci ed edita da Bruno Gardien, documento dopo documento si prefigge l’obiettivo di fornire ai lettori una visione ad ampio spettro della complessità di un secolo durante il quale è profondamente cambiata la nostra città.
Il n° 7 è stato curato da Angelo Pinci ed è intitolato “Scoperte archeologiche a Palestrina tra la fine dell’800 e i primi ‘900 sulla stampa quotidiana”.
Nella seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della prima guerra mondiale, Palestrina fu oggetto di campagne di scavo che portarono alla scoperta di numerose tombe, nella necropoli repubblicana della Colombella ed in contrada San Rocco, che restituirono molti segnacoli funerari, cippi iscritti a forma di pigna e di busti femminili, sarcofagi, urne e, soprattutto, capolavori d’arte, in particolare ciste e specchi iscritti e ricchi di incisioni. Nel 1876 furono scoperte le tombe Barberini e Bernardini che furono definite ‘principesche’ per i ricchi corredi di oggetti in oro, argento e avorio che contenevano, o anche ‘orientalizzanti’ per i molti oggetti che contenevano di provenienza fenicia.
La città, anche per la sua vicinanza a Roma, cominciò ad avere un periodo di notorietà che portò in quegli anni numerosi visitatori, archeologi e personalità varie. Palestrina subisce, in quel periodo, grandi trasformazioni socio economiche; nascono produzioni artigianali di qualità, come i laboratori di ricamo, la produzione di cappelli, la lavorazione del rame. Caffè e trattorie cominciano a trarre un certo profitto dal continuo flusso turistico e dalla presenza di villeggianti che cominciano a frequentare Palestrina non solo per i reperti archeologici ma anche per l’aria buona e più fresca rispetto a quella della vicina Roma. Alle scoperte fu dato un ampio risalto sulla stampa, in Italia e all’estero.
Con questo volumetto i curatori della collana hanno voluto ricordare proprio quel clima euforico che si era venuto a creare in seguito alle continue scoperte e lo hanno fatto riportando quasi tutti gli articoli pubblicati sulla stampa quotidiana romana – dal 1884 al 1914 – sugli scavi, sulle scoperte, sulle visite di associazioni archeologiche romane (americana e tedesca in primis), di illustri personaggi come la regina d’Inghilterra e quella d’Italia, conferenze e sull’attività dell’Associazione Archeologica Prenestina, fondata nel 1905 con lo scopo di conservare i monumenti, incrementare gli scavi nelle zone inesplorate, e creare un museo cittadino.
È stata quella la stagione d’oro dell’archeologia prenestina. Ma lo scoppio della prima guerra mondiale, l’epidemia della spagnola, l’avvento del regime fascista, la crisi economica politica e sociale, ne decretarono, ahimè, presto la fine.

