VILLEGGIATURA A PALESTRINA. TRA CRONACHE, CARICATURE E FOXTROT… OTTAVO NUMERO PER LA COLLANA DOCUMENTI PRENESTINI

VILLEGGIATURA A PALESTRINA. TRA CRONACHE, CARICATURE E FOXTROT… OTTAVO NUMERO PER LA COLLANA DOCUMENTI PRENESTINI

26 Dicembre 2025 1 Di angelo

Il 2025 si chiude con un altro numero della collana “Documenti prenestini”: Villeggiatura a Palestrina. Tra cronache, caricature e foxtrot…

Rovistando tra i giornali degli anni Venti e Trenta, i curatori della collana Documenti prenestini, A. Pinci e V. Perin, si sono imbattuti in una serie di articoli pubblicati su Il Giornale d’Italia, redatti come “corrispondenze locali” dal prenestino Luigi Facciotti e arricchiti, la maggior parte, dalle caricature di un altro prenestino, Renato Sabbioni. Essi vanno dall’anno 1928 all’anno 1935 e hanno come argomento prevalente la “famosa” – tanto decantata e sempre rimpianta – villeggiatura estiva nella nostra città: affollatissima e vivace, da quanto si desume dagli articoli qui riproposti. Villeggiatura composta in prevalenza da famiglie romane e da famiglie prenestine inurbate, di ritorno per le vacanze estive.

L’argomento è sembrato interessante, anche al fine di fornire una piccola “memoria d’altri tempi” a tutti quei volenterosi che, preposti alla promozione del turismo locale, si impegnano assiduamente per rendere accogliente e ricca di servizi e manifestazioni culturali la città, in particolare nel periodo estivo. In contesti e con mezzi (e finalità), ovviamente, del tutto diverse da quelle degli anni che abbiamo preso in esame. Quel tipo di villeggiatura – così “memorabile” – non esiste più: tutto è cambiato e la “buon’aria”, tanto ricercata nei primi decenni del secolo scorso nei centri collinari intorno a Roma dalle famiglie della capitale, non è più, da tanti anni, la motivazione prevalente nella scelta di una destinazione vacanziera o di soggiorno.

Gli articoli del Facciotti e le caricature del Sabbioni rendono, tuttavia, in modo abbastanza preciso l’idea sul tipo di risveglio dal quale veniva investita la tranquillità paesana, con l’arrivo della stagione estiva: la città improvvisamente si animava, diventava anche di “altri”, dei villeggianti. Essi tendevano, infatti, a occupare e vivacizzare gli spazi cittadini e dei dintorni (giardini, locali pubblici, Fonte Ceciliana, Castel San Pietro Romano ecc.), frequentandoli, riconoscendosi e raggruppandosi. Una allegra e spensierata comunità, signorile e ben vestita, capace di qualche spesa, che scandiva le proprie spensierate giornate accanto ai residenti. Per alcuni anni, a questa riconoscibile comunità villeggiante, si aggiunsero anche i giovani della Colonia “Ardita”, che la Federazione fascista dell’urbe dislocava come campo estivo a Palestrina. Con le relative assistenti e le immancabili ritualità, preparatorie ai grandi destini della patria.  I tanti nomi di personaggi, di giovani fanciulle e di famiglie riportati negli articoli di Facciotti e nelle caricature di Sabbioni, sono, allo stato attuale (eccetto quelli più noti , come l’archeologo Orazio Marucchi, la famiglia principesca e pochi altri più o meno blasonati) di difficilissima identificazione (meno – ovviamente – quelli degli ex prenestini o loro familiari inurbati, che tornavano – come abbiamo accennato – a passare le vacanze nel paese di origine delle loro famiglie).

Una presenza del tutto diversa e più ampia, quindi, da quella fortemente elitaria di fine Ottocento (al tempo delle vacanze prenestine dei fratelli Heinrich e Thomas Mann, per es., che scelsero la nostra città come luogo “appartato” dove “ritrovare se stessi” e dove ambientare – successivamente – significative prove letterarie come La Piccola Città e il Doctor Faustus); o di altre presenze gravitanti nel variegato mondo dell’archeologia e dei mercanti d’arte; o della presenza, che abbiamo conosciuto nei decenni passati e a cui tuttora assistiamo, avviatasi con il secondo dopoguerra, decisamente nuova ed imprevista, di un turismo archeologico di massa, non più quindi residenziale. In definitiva stava avvenendo (ed è avvenuto) ciò che si poteva intuire leggendo le pagine del Viaggio in Italia di Guido Piovene, proprio laddove faceva riferimento alla nostra città.

La presenza dei villeggianti tra le due guerre, si può dedurre dagli articoli in questione, è scarsamente interessata alla conoscenza “culturale” del luogo di vacanza, né va alla ricerca di particolari esperienze esistenziali; di più invece è interessata “semplicemente” alla manifestazione di uno status. È una comunità, quella villeggiante, disposta ad accettare tranquillamente la “disciplina” del regime, severissimo nel far rispettare gli orari di chiusura dei luoghi pubblici, dove il ritmo del foxtrot, ballo allora in voga, doveva spegnersi “obbligatoriamente” allo scoccare della mezzanotte. Con qualche mormorazione e qualche disappunto, poi smaltiti con una passeggiata notturna lungo Viale della Vittoria.

Luigi Facciotti (1896 – 1958), avvocato, fu un esponente politico locale di un certo rilievo durante il regime e ricoprì vari incarichi politico/militari, sia come “commissario” straordinario, designato dagli organismi federali romani per tenere a bada i turbolenti fasci locali, sia come esponente della Milizia. Proveniva dalle fila del nazionalismo e fu per lungo tempo corrispondente locale (da Palestrina e comuni viciniori) de Il Giornale d’Italia.

Renato Sabbioni (1906 – 1986), caricaturista (negli anni tra le due guerre mondiali operava a Palestrina, una buona scuola di disegnatori e artisti – Alessandro Scavalli Borgia, Filiberto Sbardella, etc.). Si trasferì, giovanissimo, a Roma.